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IL BRIEF PERFETTO STA SU UN TOVAGLIOLO

IL BRIEF PERFETTO STA SU UN TOVAGLIOLO.

Categoria: OPINIONI NON RICHIESTE
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Lettura: 3 min

Nella mia carriera ho ricevuto brief di ogni genere. Da un lato, documenti Word da 78 pagine scritti in Times New Roman interlinea singola che spiegavano la filosofia aziendale partendo dalla caduta dell’Impero Romano. Dall’altro, messaggi WhatsApp notturni di tre parole: “Uè, voglio sito”.

Entrambi gli estremi sono una garanzia di fallimento. Ma se sono costretto a scegliere per definire una strategia di comunicazione che funzioni, preferisco di gran lunga la semplicità estrema.

Se non hai chiaro in testa il cuore del tuo progetto, nessun papiro di 100 pagine potrà nascondere questa confusione. Anzi, di solito serve proprio a mascherarla dietro una cortina fumogena di parole altisonanti e buzzword aziendali.

Anatomia del brief inutile (ovvero: cosa ignorare)

Se vuoi far perdere tempo a un designer e buttare il tuo budget, assicurati di riempire il tuo brief con queste informazioni fondamentali:

Gli elementi inutili che allungano il brodo
  • La citazione ispirazionale del fondatore (che di solito è una variazione di “Lavoriamo con passione dal 1994”).
  • Una lista di 45 competitor globali che fatturano miliardi (se sei una PMI locale, guardare Apple non ti aiuterà a vendere di più domani).
  • La palette colori scelta basandosi sul Feng Shui o sul colore preferito del gatto del CEO.
  • La richiesta di “fare qualcosa di virale e innovativo” senza un briciolo di budget per la distribuzione.

Le tre domande sul tovagliolo

La verità è che per impostare una strategia di business solida, ti basta sederti al bar. Prendi un tovagliolo di carta, una penna e rispondi a queste tre domande:

  1. Cosa vendi e a chi? (Target & Offerta)
    • Sbagliato: “Offriamo soluzioni sinergiche a 360 gradi per tutti.”
    • Corretto: “Vendo consulenze fiscali a freelance che detestano compilare F24 e vogliono risposte rapide.”
  2. Perché dovrebbero scegliere te e non un competitor? (Value Proposition)
    • Sbagliato: “Perché siamo leader di settore e abbiamo qualità.”
    • Corretto: “Perché rispondo su WhatsApp entro 15 minuti ed elimino del tutto il gergo da commercialista noioso.”
  3. Cosa deve fare l’utente quando atterra sulla pagina? (Conversione)
    • Sbagliato: “Vogliamo che si emozioni e capisca la nostra vision.”
    • Corretto: “Deve cliccare sul tasto rosso e prenotare una chiamata conoscitiva su Cal.com.”

Se rispondi in modo chiaro a queste tre domande, hai il brief perfetto. Il resto — i colori, la tipografia, le animazioni e l’ottimizzazione GEO del copy — è il lavoro del designer.

Una volta chiarito il fulcro del business sul tovagliolo, il designer può tradurlo in una struttura digitale pulita ed efficace, trasformando le parole in layout pronti a convertire:

Passaggio strategico dal brief cartaceo alla progettazione del wireframe su tablet

La direzione strategica spetta a te. E se non ci sta su un tovagliolo, significa che devi ancora chiarirti le idee su come vuoi posizionarti sul mercato.

Parliamo di cose serie.

Se hai un progetto da sviluppare e vuoi smetterla di perdere tempo con soluzioni improvvisate, mettimi alla prova.

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